Giuseppe Palizzi (Lanciano, 19 marzo 1812 – Parigi, 1 gennaio 1888)

Giuseppe Palizzi nasce a Lanciano il 19 marzo 1812, Avviato dal padre agli studi di giurisprudenza, li abbandonò nel 1835 per trasferirsi l’anno successivo a Napoli a studiare pittura al Real Istituto di belle arti.

Fu allievo di Anton Sminck van Pitloo e poi del vastese Gabriele Smargiassi, avvicinandosi al paesaggismo della scuola di Posillipo.
Partecipò a varie Biennali borboniche facendosi conoscere ed apprezzare.

Giuseppe, nel 1844, alla decisione di partire per Parigi dove iniziò a frequentare vari atelier e gli artisti della scuola di Barbizon, dai quali fu poi influenzato. Entrò in contatto diretto con Corot e Courbet (il Realismo).

A Parigi stabilisce la sua dimora nei pressi della foresta Fontainebleau, soggetto che ricorre in numerosi dipinti.A partire, infatti, dal 1845 comincia ad esporre regolarmente nei Salons parigini, ottenendo notevole successo. In Francia riuscì gradualmente ad affermarsi grazie agli acquisti e alle commissioni ufficiali dei collezionisti.

Nel 1859 ottenne in Francia l’importante riconoscimento ufficiale della Legion d’onore. Ormai era un artista affermato e benestante, con un atelier elegante e con commissioni dallo Stato francese.
Nel 1860 fu nominato da Francesco II di Borbone socio corrispondente della Società reale borbonica di Napoli e dopo l’Unità d’Italia da Casa Savoia ottenne un riconoscimento pubblico con la nomina prima a cavaliere e poi ad ufficiale dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Nel 1878 gli venne conferito un diploma di commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia.
Durante la sua vita Giuseppe Palizzi fu un punto di riferimento costante per la maggior parte dei pittori napoletani e più in generale italiani che si recavano in Francia, inoltre fu in contatto con vari artisti e intellettuali francesi.

Morì a Parigi, dopo aver largamente raccolto ricchezze, celebrità ed onori.
Pittore naturalista legato al verismo, dipinse molti soggetti agresti e pastorali, marine, nature morte e raramente scene di genere. Affine al talento del fratello Filippo anche se considerato appena inferiore.

 

 

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